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C. 01/01/19902) Percorsi paralleli ed incroci aventi i cavi elettrici con metanodotti aventi pressione massima di esercizio inferiore od uguale a 5 bar ma superiore a 0,5 bar (4a e 5a specie) (art. 3.4.2 punto d del D.M.). Qualora non sia possibile osservare tale distanza minima la condotta del gas deve essere collocata entro un manufatto od altra tubazione di protezione, che in caso di incrocio, deve essere prolungata da una parte e dall'altra dell'incrocio stesso per almeno 1 m nei sovrappassi e 3 m nei sottopassi. Sia nel caso 1 che nel caso 2, l'onere del rispetto delle disposizioni riportate è a carico dell'esercente le linee elettriche se la condotta del gas è preesistente. In entrambi i casi è comunque consigliabile che siano soddisfatte anche le prescrizioni della Norma CEI 11.17 relativamente alle interferenze fra cavi interrati e tubazioni metalliche: andrà quindi disposto sul cavo elettrico l'elemento separatore non a e 7a specie (pressione max 0,5 bar). Si richiede che la distanza da mantenere fra i due elementi sia tale da consentire gli eventuali interventi di manutenzione su entrambi i servizi interrati [art. 3.4.2 punto d) del D.M.]. Si può ritenere che il rispetto delle Norme CEI 11.17 relativamente agli incroci e parallelismi con tubazioni metalliche permetta di soddisfare anche il D.M. h) Attraversamenti in cavo sotterraneo di ferrovie, strade, ecc. -Art. 4.4.01 -Norma CEI 11.17 - Fascicolo 558. Per l'attraversamento di ferrovie, tramvie, filovie, funicolari (in servizio pubblico o in servizio privato per trasporto di persone), autostrade, strade statali e provinciali e loro collegamenti all'interno degli abitati, il cavo di energia deve essere disposto entro robusti tubi di cemento o di ferro o cunicoli, prolungati di almeno 0,60 m fuori dalla sede ferroviaria o stradale, da ciascun lato di essa, a profondità non minore di: - 1,50 m sotto il piano del ferro di ferrovie di grande comunicazione; L'elemento separatore non metallico sul cavo elettrico è superfluo quando il manufatto o la tubazione che protegge la condotta del gas è realizzata in calcestruzzo od in materiale isolante rigido. Quando i tubi sono posati per mezzo di apposita trivella orizzontale, le FS richiedono una profondità minima di partenza di 2 m in considerazione del fatto che la tubazione, nel suo avanzamento può subire spostamenti di livello. -1,00 sotto il piano del ferro di ferrovie secondarie (ferrovie di concessione), funicolari, nonché sotto il piano di autostrade, strade statali e provinciali; Le distanze vanno determinate dal punto più alto del manufatto. Tubi e gallerie, se praticabili, devono avere gli accessi difesi da chiusure munite di serrature a chiave. Quando il cavo viene posato in gallerie praticabili sottopassanti l'opera attraversata, non si applicano le prescrizioni di cui sopra, purché il cavo sia interrato a profondità non minore di 0,50 m sotto il letto della galleria e sia protetto contro le azioni meccaniche mediante un'adatta copertura (cemento, mattoni, legno o simili) . Gli attraversamenti in cavo sotterraneo di ferrovie dello Stato devono essere segnalati sulle apposite targhe fissate ai cippi per segnalazione del percorso dei cavi. 4.4. Calcolo delle sezioni dei conduttori Il calcolo elettrico consiste nella determinazione delle sezioni dei conduttori. Le linee di alimentazione devono essere dimensionate in relazione alle potenze in gioco ed alle distanze da coprire. Esse possono essere monofasi (fase + neutro) o trifasi con neutro. La massima caduta di tensione dal punto di consegna alla lampada più lontana deve essere contenuta entro il 5% del valore nominale della tensione. Si dovrà inoltre verificare la variazione di tensione nominale al punto di consegna, in quanto la cabina può trovarsi collocata a distanza, per evitare sottoalimentazioni o spegnimenti dell'impianto. Per agevolare il calcolo sono stati predisposti i diagrammi delle tabelle seguenti per cadute di tensione pari al 5%. I calcoli si riferiscono all'alimentazione di lampade a bulbo fluorescente nelle peggiori condizioni possibili, cioè non rifasate singolarmente. 4.5. Punto di consegna e tipo di comando a) Punto di consegna. Il punto di consegna dovrà essere definito di volta in volta in accordo con l'Ente distributore dell'energia elettrica. Generalmente sarà collocato all'aperto in un contenitore in resina poliestere rinforzata con fibre di vetro con grado di protezione interna minimo IP 54. Tale contenitore sarà diviso verticalmente in almeno due vani con aperture separate di cui una, quella superiore, destinata a contenere il gruppo di misura dell'Ente distributore; dovrà essere appoggiato su apposito zoccolo in c.l.s. prefabbricato o realizzato in opera che consenta l'ingresso dei cavi sia del distributore che dell'impianto di illuminazione pubblica. A valle del punto di consegna, nel secondo vano dovranno essere installate le apparecchiature di comando, sezionamento e di protezione; il quadro elettrico ivi contenuto dovrà essere realizzato con isolamento in classe II (doppio isolamento). b) Tipo di comando. o di eccitazione o una linea pilota a due conduttori, provenienti da un altro punto di consegna. L'accensione e lo spegnimento di un impianto alimentato da più punti di consegna, può avvenire simultaneamente mediante comando impartito da un solo interruttore fotoelettrico. Occorre in questo caso porre particolare attenzione agli aspetti antinfortunistici relativi (sezionamento dei circuiti di eccitazione delle bobine dei teleruttori) . Il collegamento tra i punti di consegna può essere eseguito nei seguenti modi: -in cascata mediante un cavo di eccitazione, che congiunge l'estremo della linea I.P. con un punto di consegna successivo, in cui è installato un teleruttore da comandare; - in derivazione della linea pilota, che può essere anche ad anello. 4.6. Misure di sicurezza e protezione 4.6.1. Dispositivi di sezionamento ed interruzione All'inizio dell'impianto deve essere installato un interruttore onnipolare (compreso il neutro) avente anche caratteristiche di sezionatore. Quando sia necessario sezionare singole parti dell'impianto, per ciascuna delle relative derivazioni può essere inserito un sezionatore od interruttore. Particolare cura dovrà essere posta nell'adozione di mezzi idonei per prevenire la messa in tensione intempestiva dell'impianto di illuminazione. E' vietato mettere in opera dispositivi di protezione che possano interrompere il neutro senza aprire contemporaneamente i conduttori di fase. 4.6.2. Protezione contro i cortocircuiti All'inizio dell'impianto devono essere installati adeguati dispositivi di protezione contro i cortocircuiti, in grado di interrompere la massima corrente che può verificarsi nel punto in cui essi sono installati. La protezione contro i cortocircuiti si effettua secondo i criteri del cap. VI della Norma CEI 64-8. Tuttavia la protezione contro i cortocircuiti non è richiesta per le derivazioni che alimentano i centri luminosi quando tali derivazioni siano realizzate in modo: - da ridurre al minimo il pericolo di cortocircuito con adeguati ripari contro le influenze esterne; -da non causare, anche in caso di guasti, pericoli per le persone o danni all'ambiente (art. 4.3.02 CEI 64-7). Tenendo conto di quanto affermato sopra non è necessaria l'installazione di fusibili all'inizio della derivazione di salita al centro luminoso oppure in prossimità del medesimo (anche se la norma non lo esclude); comunque, come l'esperienza insegna, la presenza del fusibile può costituire ulteriore causa di inaffidabilità dell'impianto. Nel caso che la protezione sia costituita da un interruttore magnetotermico onnipolare il potere di interruzione non deve essere inferiore a 6.000 A, salvo diversa prescrizione dell'Ente distributore. 4.6.3. Protezione contro i sovraccarichi Gli impianti di illuminazione si considerano non soggetti a sovraccarico e pertanto non è richiesta tale protezione. 4.6.4. Protezione contro i contatti diretti Gli impianti devono essere disposti in modo che le persone non possano venire a contatto con le parti in tensione se non previo smontaggio o distruzione di elementi di protezione. Gli elementi di protezione smontabili ed installati a meno di 3 m dal suolo, devono potersi rimuovere solo con l'ausilio di chiavi o di attrezzi. 4.6.5. Protezione contro i contatti indiretti Tutte le masse degli impianti devono essere protette contro i contatti indiretti. La protezione si effettua secondo le modalità di seguito indicate. Nel caso di impianti installati su sostegni che sorreggono anche linee elettriche aeree adibite ad altri servizi, le prescrizioni contro i contatti indiretti indicate di seguito si applicano solo all'impianto di illuminazione pubblica e non alle linee elettriche aeree, per le quali valgono le prescrizioni di cui al D.M. 21-3-1988. Negli impianti oggetto della presente pubblicazione (gruppo B) la protezione va effettuata secondo uno dei seguenti sistemi: a) Protezione con impiego di componenti della Classe II (doppio isolamento) o con isolamento equivalente. - un isolamento principale di gomma etilenpropilenica (G5) di spessore conforme all'art. 2.2.06 delle Norme CEI 20-13; - un secondo isolamento in gomma etilenpropilenica (G5 o G7) di spessore uguale al principale; - una guaina esterna in PVC di spessore conforme all'art. 2.7.04 delle Norme CEI 20-13. Le sigle di designazione dei nuovi prodotti sono: - cavi unipolari: sezione = 6 mm2 cavo 1xa UG5G7R 0,6/1 kV; - cavi unipolari: sezione ò 6 mm2 cavo 1xa RG5G7R 0,6/1 kV; - cavi bipolari: sezione 2,5 mm2 cavo 2x2,5 UG50G7R 0,6/1 kV oppure cavo 2x2,5 FG50G5R 0,6/1 kV (flessibili) ; - cavi multipolari: cavo nxa RG50G7R 0,6/1 kV oppure cavo nxa RG50G5R 0,6/1 kV. Le tensioni di prova sono: - tra i conduttori (per i cavi multipolari)=4 kV; - tra i conduttori e l'ambiente esterno (immersione in acqua)=8 kV; quindi superiori alle prescrizioni delle Norme CEI 64-7 e superiori, per analogia, alle prove di tensione prescritte per gli apparecchi di illuminazione di Classe I dalle Norme CEI 34-21. Muniti di certificazione, questi cavi ottemperano in modo completo alle prescrizioni degli artt. 4.3.08, 4.4.06, 4.5.01 delle Norme CEI 64-7, in quanto dispongono di "doppio isolamento" e di una guaina protettiva esterna; con l'impiego di questi cavi non è più necessario adottare l'ulteriore guaina isolante aggiuntiva consigliata in precedenza (vedere sopra). Nell'ipotesi che venga adottata la soluzione della morsettiera di connessione collocata entro la finestrella d'ispezione (vedere capitolo sostegni) l'impiego di tale componente realizzata in fabbrica con isolamento di Classe II rispetta ampiamente le prescrizioni relative alla esecuzione degli impianti con il doppio isolamento (art. 5.4.02 della Norma CEI 64-8). Detta morsettiera è disponibile attualmente in due versioni sia per pali normali sia per pali di piccolo diametro. b) Protezione con separazione elettrica (art. 5.4.03 della Norma CEI 64-8). Questo sistema è particolarmente indicato per la segnaletica luminosa stradale tuttavia, per risolvere casi particolari o sanare situazioni esistenti, non rispondenti alle norme, può essere utilizzato anche per gli impianti di illuminazione. Il circuito di alimentazione di ogni singolo centro luminoso o tratto d'impianto deve essere alimentato da un trasformatore d'isolamento (Norma CEI 14-6) mentre il circuito separato deve essere conforme all'art. 5.4.03 della Norma CEI 64-8. c) Protezione con interruzione automatica del circuito (sistema di I categoria senza propria cabina di trasformazione: sistema TT) art. 5.4.06 - Norma CEI 64-8. In questo caso ogni impianto di illuminazione pubblica deve avere un proprio impianto di terra locale. A tale impianto di terra devono essere collegate tutte le "masse" dell'impianto di illuminazione tramite un apposito conduttore di protezione. Rt = 50/I dove Rt è la resistenza, in ohm, dell'impianto di terra nelle condizioni più sfavorevoli. I è il valore, in ampere, della corrente di intervento in 5 s del dispositivo di protezione. Le masse da proteggere possono essere messe a terra con dispersori non collegati tra di loro, purché le masse stesse non siano simultaneamente accessibili e purché, per soddisfare la relazione Rt = 50/I, venga considerato il valore più elevato della resistenza di terra dei singoli dispersori. La protezione con interruttori differenziali può dare luogo ad interventi intempestivi per sovratensioni di origine atmosferica. Ne possono conseguire disservizi e condizioni di pericolo, specie in impianti non presidiati (art. 4.3.08 Norma CEI 64-7). Come già evidenziato nella parte 1a a proposito dell'affidabilità degli impianti, la realizzazione degli impianti con questo sistema di protezione costituisce un aggravio per il Comune sia per quanto riguarda la gestione degli impianti, sia per quanto riguarda l'aggiunta di ulteriori elementi di inaffidabilità. In primo luogo l'impianto di terra deve essere realizzato secondo le norme e deve essere mantenuto efficiente; questo comporta nel rispetto del D.P.R. 547 del 27-41955, la presentazione della relativa denuncia all'USSL competente per territorio, che l'impianto stesso sia sottoposto a verifica biennale da parte di tecnici abilitati e se necessario riportato in efficenza. In secondo luogo gli interruttori differenziali possono perdere nel tempo la caratteristica di sensibilità iniziale e pertanto la verifica biennale di cui sopra deve essere estesa ai medesimi. La variante V1 alla Norma CEI 64-8 fascicolo 1049V febbraio 1988 prevede tale prova tra le "Verifiche iniziali", che però è solamente "allo studio" (art. 10.4.06). Detta prova è attualmente solo prevista dalle norme tedesche VDE 0100 (in attesa di essere adottata in sede IEC). Si rammenta che l'impianto di illuminazione pubblica è soggetto a tutti gli effetti agli obblighi del D.P.R. 547 del 27-4-1955, sia per il fatto che su di esso operano lavoratori dipendenti, sia perché è collocato in aree accessibili al pubblico. |
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